40 GIORNI NEL DESERTO UN VIAGGIO 2.0

40 giorni nel deserto.png

PARTIAMO!

** iscrizioni chiuse!**

siamo partiti :)

potrai comunque seguire le nostre avventure di viaggio sui canali social di piufortedime:

i video oasi saranno disponibili per tutti ogni lunedì!

Chi l’ha detto che in questo momento non si può viaggiare?

Ti propongo di partire per un’avventura insieme a me!

40 giorni nel deserto, ci stai?

7 settimane di viaggio, all inclusive, partenza dall’aeroporto di casa tua, mercoledì 17 febbraio 2021

Ti accompagnerò attraverso il deserto della tua solitudine e delle tue paure,  affronteremo insieme le tempeste di sabbia dei tuo sensi di colpa, cercheremo di imparare ad evitare colpi di sole e allucinazioni, diventeremo capaci di affrontare le insidie nascoste dietro le dune della nostra storia e ci godremo quei bellissimi cieli stellati che solo il deserto sa offrire!

Il viaggio comprende:

visita a 7 oasi, che raggiungeremo ogni domenica alle 15 e dove rinfrancheremo la nostra anima in vista della tappa successiva!

Una specialissima guida tuareg alla quale chiedere indicazioni durante il cammino e che sarà a vostra disposizione per proseguire l’avventura oltre il deserto.

E infine, SE TI ISCRIVERAI COMPILANDO IL FORM CHE TROVI IN QUESTA PAGINA, RICEVERAI SUBITO IL PROGRAMMA, IL TUO DIARIO DI VIAGGIO con l’anteprima di tutte le tappe della nostra avventura, i fogli di lavoro per le… memorie di viaggio della tua anima e le indicazioni per proseguire l’avventura e andare a visitare la città oltre il deserto, guidati da Paolo Curtaz!

LOCKDOWN

Ospedali dell’Area Fiorentina al collasso.png

Essere genitori single al tempo del lockdown.

Che cosa comporta?

Quali sono i rischi e quali invece le opportunità?

A pochi minuti dalla conferenza stampa di Conte, in cui rendeva note le ultime disposizioni di tutela e prevenzione in questi tempi di Covid, ho avuto... un'illuminazione:

lL DPCM SONO IO!

Non so voi, ma la mia vita sociale e relazionale ha spesso il retrogusto da lockdown!

Trovo mille giustificazioni per ''chiudermi in casa'' e la pandemia mondiale è un'altra scusa perfetta per non dare un vero nome alle cose.

Intendiamoci, non sto dicendo che non sia necessario in questo momento aumentare la prudenza e rispettare le indicazioni.
OVVIO.

STO SOLO LASCIANDOMI PROVOCARE DA QUESTO TEMPO e, nel mostrarmi vulnerabile anche nei vostri confronti, cerco di stimolarCI a rendere prezioso anche questo periodo così difficile.

L’altra mattina la mia ex suocera è venuta a prendere G e nell’organizzarci per l’orario in cui sarebbe dovuto rientrare, mi sono sentita dire ‘‘ entro le 19 te lo riporterò, tanto sei a casa’’.

E non si trattava di un giorno infrasettimanale, ma di un sabato non lavorativo, quindi libero.

La prima reazione è stata di rabbia.

Mi sono sentita offesa, umiliata, contrariata per il fatto che mi si supponesse sempre a disposizione, ma diversamente da qualche anno fa, in cui mi sarei lasciata travolgere dall’emozione diventando o aggressiva o frustrata, ho deciso di mettermi faccia a faccia con ciò che provavo.

Ne è venuto fuori che:

  • la frase (infelice o meno) della mia ex suocera probabilmente non era stata detta per ferirmi. SONO IO CHE MI SONO SENTITA FERITA, giudicata etc e quindi era mio compito capire PERCHE’. [ci sono eventi/persone che accendono micce di bombe che esistono già]

  • Spesso tendiamo a ‘‘usare’’ la nostra condizione (reale) di genitori single con mille difficoltà pratiche e ferite (altrettanto reali), per giustificare la nostra pigrizia, la nostra paura, la nostra rabbia o la nostra disillusione…. E comportandomi come se non ci fossero alternative alla mia vita attuale, finisco per ‘‘convincere’’ anche gli altri che è così. Che sono ‘‘naturalmente e ineluttabilmente’’ chiusa in me stessa (e in casa).

Non è vero che là fuori è tutto sporco, brutto e cattivo, che io devo star dietro al bimbo, alla casa e al tetris stringente delle cose da fare,

LA VERITA' E' CHE SONO PIGRA, SPAVENTATA, TIMIDA E TUTTO SOMMATO LA MIA ZONA DI CONFORT FRA 4 MURA E' RASSICURANTE.

Questa nuova stretta sul distanziamento fisico e sociale , in generale, questo periodo nuovo e faticoso di pandemia mondiale, può diventare per noi genitori single un'ulteriore giustificazione alle nostre paure di metterci in gioco, può diventare un focolaio di lamentele e frustrazioni per le nostre difficoltà
OPPURE

POSSIAMO TRASFORMARE QUESTO TEMPO IN UN'OCCASIONE PER FARE QUALCOSA DI NUOVO.

Domandiamoci innanzitutto_

1) Da quanto tempo vivo in… lockdown? (cioè non esco, oppure non mi curo, oppure non mi metto in gioco in nuove relazioni etc)

2) Ritorna alla domanda 1 :) E stavolta rispondi sinceramente!!!

Confrontandomi con me stessa e con molti di voi,

noto che la ''solitudine'' imposta dal covid, va ad accumularsi ad una pesante condizione di isolamento che accomuna molti di noi genitori single.

E la condivisione di certe problematiche assume su internet troppo spesso i connotati della frustrazione, del rancore, della rabbia e della rassegnazione.

POSSIAMO RITROVARCI INSIEME PER GUARDARE OLTRE?

Possiamo attivare la nostra community per riscoprirci PIU' FORTE DI NOI?

STO ORGANIZZANDO UN EVENTO LIVE PER CONOSCERCI E CONDIVIDERE, CREANDO UN MOMENTO DI BENESSERE SPIRITUALE PER NOI GENITORI SINGLE

Mi piacerebbe tanto conoscere anche te!

Se vuoi comunicarmi le tue opzioni di preferenza per il come e dove del nostro caffè 2.0,

COMPILA IL MODULO CHE TROVI QUI

Lettera a mio figlio

caro figlio

Caro G,

È molto più facile essere tristi che felici, nella tua situazione.

E anche nella mia.

E’ molto più facile lamentarsi per una famiglia che non è come la vorremmo, per una vita che è partita in salita anziché in discesa, per un babbo e una mamma che ci sono anche, ma mai insieme.

Amore mio,

la nostra è una famiglia imperfetta, è vero.

Ma tu impara ad amare nell’imperfezione. Non aldilà delle cose che non vanno, non a prescindere da una situazione non ottimale, ma ama QUI e ORA.

Diventerai un uomo che accoglie la sua donna in ogni fragilità e che saprà dire ‘’per sempre’’.

Io sono una mamma esigente, è vero.

Ti indico sempre la verità, anche se a volte è dura da accettare e pretendo da te che tu impari a fartene carico e a onorarla sempre.

Perché solo così le tue piccole spalle potranno diventare spalle forti e affidabili, su cui chi ti amerà dopo di me saprà appoggiarsi.

Tuo padre forse non è come (e dove) te lo immaginavi, è vero.

Ma tu impara ad accettare quel che le persone possono darti di bene, anche se non è abbastanza per te, e cerca Altrove il Bene che ti manca.

Diventerai un uomo misericordioso con le piccolezze altrui, capace di dare il giusto peso alle persone e libero dai giudizi contro gli altri e contro te stesso.

Le tue settimane sono faticose a volte, è vero.

Non è facile dividersi fra due famiglie, avere modelli differenti, turni e orari troppo strani per un bambino…Ma tu impara a seguire una Stella più alta che possa darti una direzione.

Sarai un uomo capace di prendere in mano se’ stesso e sarai libero. Non libero ‘’da’’ qualcuno o qualcosa, ma molto di più. Sarai libero ‘’per’’ Qualcuno. Sarai libero per amare davvero.

Le sfide che un babbo e una mamma divisi ti pongono davanti, sono enormi per te, è vero.

Ma tu impara a dare un nome a quello che senti, un colore a quello che provi, una voce a quello che ti agita. Io ti ascolto. E anche se non saprò darti una soluzione, proverò a farti guardare oltre

e tu diventerai presto padrone delle tue emozioni e capace di vedere Oltre i momenti neri che ti capiteranno.

Ho sbagliato spesso, amore mio, nella mia vita e certo che non avrei voluto coinvolgerti nei miei errori.

Ma non guardare a quante volte sono caduta: tu impara a vedere quante volte mi sono rialzata.

Per te.

Per amore.

Diventerai un uomo che saprà fallire,ma che non sarà MAI un fallimento.

Non voglio evitarti le cadute, anche se le ginocchia sbucciate fanno male. Voglio che tu impari a rialzarti sempre.

Ancora una volta.

Sono una mamma single e troppe volte ti ritrovi a dover aiutarmi in faccende di casa, in cui difficilmente i tuoi amici saranno coinvolti.

Ma accetto le tue proteste e i tuoi bronci con un cuore sorridente, perché so che domani sarai un uomo attento, collaborativo, sensibile. Capace di sostenere la sua donna e di rispettarla per tutto ciò che essa sarà: una lavoratrice, una mamma, una femmina.

E’ facile vedere il bicchiere mezzo vuoto amore mio.

Tu hai tanti desideri che in questo momento non posso esaudire e tanti bisogni che io soddisfo zoppicando perché richiederebbero un marito che non c’è.

Ma questa famiglia piccina picciò, è quello che abbiamo!

E non voglio assolutamente che tu ti accontenti: continua a desiderare, anzi facciamolo insieme e insieme cerchiamo di imboccare la direzione che porta alle stelle!

Vedrai che diventerai un uomo che non vedrà sempre il bicchiere mezzo vuoto, ma neanche il bicchiere sempre mezzo pieno.

Tu, amore mio, sarai un uomo che quel bicchiere saprà riempirlo sempre.

La tua mamma

SETTEMBRE, il mese di.

meritarsilamore.jpg

Settembre, mese di bilanci (e di bilancia).

Settembre, mese di fine estate, mese di revisione, mese inquisitore.

Settembre, come Gennaio, è un mese di confine e quante volte l’ho fatto diventare una pagella o un grafico sulle mie prestazioni estive! Quante volte ho avuto l’impressione di esserci arrivata rotolando dal caldo estivo, con la sensazione di aver vissuto un’estate intermittente: a tratti bella ma faticosa (nelle vacanze da sola con il mio bimbo), a tratti libera ma in apnea (quando G non era con me).

Ma si può vivere con questi alti e bassi?! Ma davvero mi devo accontentare di vivere sulle montagne russe?

Possibile che l’AVERE una famiglia piccina picciò, definisca il mio ESSERE in questo modo?

Possibile che le mie attese (sulla vita, su me stessa, sugli altri), si trasformino a poco a poco in pretese, diventando illusioni e poi delusioni?

Possibile che la mia sana aspirazione a vivere il presente, si traduca poi spesso in accettazione passiva delle cose che accadono, come se avessi deciso a priori di abbassare l’asticella dei miei desideri per non osare troppo?

‘‘Accettiamo l’amore che pensiamo di meritare’’

diceva l’attore del film ‘‘Noi siamo Infinito’’

Che tradotto nella mia vita (e chissà, forse anche nella tua), significa che non accogliamo il presente, come in un abbraccio di gioia, ma lo assumiamo come un’amara medicina che ci convinciamo di dover prendere come cura alla nostra vita (o ai nostri sbagli, o alle nostre illusioni).

E allora, vivendo come chi può campare solo di elemosina, mi troverò davanti solo due possibilità:

  • Arrabbiarmi con la ‘‘società’’ per questa disparità di' ‘‘ricchezza’’

    ( e quindi trovare colpevoli a destra e a manca, nutrire il mio vittimismo fino all’obesità, rinchiudermi nel mio orticello mettendo il mio cuore al sicuro dentro uno scrigno. Col doppio lucchetto. In fondo a un pozzo e con gli alligatori intorno. Così nessuno mi farà più soffrire. E’ certo)

  • Oppure posso fare come quella donna cananea dei vangeli che mangia le briciole cadute dalla tavola dei padroni. Posso accontentarmi non come esercizio di gratitudine, ma come sanzione verso me stessa e gli errori commessi.

Io a questo Settembre voglio affacciarmi diversamente.

Innanzitutto la lista dei buoni propositi la butto.

La brucio proprio guarda.

Preferisco prendermi un impegno di obbedienza con me stessa e dirmi ogni mattina:

‘‘Ok Sibilla, anche oggi ci sei e hai un nuovo giorno davanti: rispondi a tutte le domande che incontrerai oggi, indossa il tuo sorriso, non scordarti del rossetto nè della tua anima e, per favore, abbi cura anche della donna che sei’’.